domenica 13 maggio 2007

Personaggi atomici

Credo che ciascuno dei miei compagni di corso della CTO abbia una storia particolare da raccontare, visto che quasi tutti siamo stranieri (soprattutto latinoamericani, ma anche italiani, brasiliani, etc. C'è perfino una siberiana!).
Per esempio, Luca, ex-erasmus a Valencia, si è laureato in 6 anni a Napoli e poi ha deciso di prendersi un anno sabbatico negli States. Due mesi di tirocinio in pediatria a Miami e poi un po' di "bella vita" a NYC. Torna a casa e decide di passare l'anno seguente facendo pratica in una terapia intensiva neonatale, conscio di avere poche possibilità di entrare in specializzazione nella sua vecchia università, avendo perso i tanto agognati "agganci", indispensabili per procedere in tutti i campi del mondo del lavoro in Italia. Finito quell'anno decide di lasciare tutto e partire per Barcelona, per studiare per il MIR. In questa città vorrebbe specializzarsi in pediatria e liberarsi, una volta per tutte, dal pantano professionale in cui versa la stragrande maggioranza dei giovani nel nostro Paese.
Christian, tipico macho latino, dopo quattro anni di lavoro post-laurea in Colombia, ha deciso di tentare la sorte e cercare di aggiudicarsi un posto di lavoro migliore in Spagna. Dermatologia e traumatologia sono le sue prime scelte. Adesso è tornato per tre settimane in patria, per sposarsi con la ragazza con cui è insieme da due anni.
Ma anche fuori dall'ambiente CTO/MIR ho fatto in questi mesi delle conoscenze interessanti. Come Eva, per esempio. Eva è una gastroenterologa di Pamplona con una storia tutta particolare. A 18 anni se ne andò in Connecticut (USA) per fare l'ultimo anno delle superiori. Là conobbe un ragazzo, con cui si mise assieme alcuni anni dopo. Riuscirono a vedersi quanto possibile durante gli anni dell'università (lei a Pamplona, lui prima a Londra e poi a Madrid). Laureatasi, la grande scelta: tentare l'American Dream. Così eccola iniziare con tre mesi di ricerca in neurologia in un laboratorio di Harvard. E poi trionfare nei boards e aggiudicarsi un posto da internista in un noto ospedale di Chicago, dove in seguito ha fatto anche la fellowship in gastroenterologia. Adesso è tornata in Spagna perché il visto di cui era in possesso (il famigerato J-1) è scaduto: dopo sette anni negli USA è stata obbligata a passare almeno due anni all'estero, prima di poter rientrare nel Paese a stelle e strisce. Ah, por cierto, quel famoso ragazzo è diventato suo marito!! Si sposano sabato prossimo a San Sebastian...

1 commento:

Francesca ha detto...

per favore non esaurirti troppo, se no diventi tu il topo da laboratorio!!!
devi essere in forma venerdì...