Sono tornato ieri a BCN da Venezia: tre giorni intensissimi, ho visto tante persone, ho fatto tante cose... Sono arrivato ieri sera tardi a casa, stremato, e mi sono dovuto anche mettere a sistemare la stanza. Ma questa, si sa, è la vita dei giovani emancipati dalla Mamma Italica... ;)
Oggi ho iniziato a lavorare subito a schioppo, PCR quantitative "a sbrega" (scusate il venetismo...), e analisi statistica dei dati che, finalmente, iniziano ad arrivare copiosi da più parti.
E poi, naturalmente, c'è sempre lo studio per il MIR... Ma quello è una costante, si sa che è onnipresente e pesante.
Mi sto sempre più rendendo conto che ci sono essenzialmente due modi di prendere quest'anno così intenso e a volte veramente difficile. Primo: viverlo sotto pressione costante, essendo sempre concentrati sui due obiettivi (lavoro e MIR), però spesso trovandosi in ansia e, con una certa periodicità, arrivare ad un momento di crisi (del tipo, "non ce la farò mai, né con una cosa né con l'altra").
Oppure, adottare una strategia radicalmente diversa: affrontare tutto quanto con leggerezza. Che non vuol dire superficialità, pressapochismo e scarsa costanza, bensì serenità, lucidità e risoluta determinazione. In altre parole, affrontare questo periodo critico con ottimismo ed entusiasmo, senza per questo sottovalutare la doppia sfida, né puntare a un obiettivo inferiore a quello che ci si era prefissati all'inizio di questa avventura. Se si sbaglia qualcosa, non ci si abbatte, anche se in un primo momento sembra ci sia caduto il mondo addosso: l'importante è rialzarsi e andare avanti, ricominciare, arricchiti dalla lezione appresa. Io sto cercando di intraprendere questa seconda strada. Non è facile.
Ci sono però persone che possiedono, innata, questa qualità, la leggerezza. E le si distingue per come affrontano la vita, perché stando loro vicino si viene contagiati da questa attitudine, che ci lascia piacevolmente influenzati da un senso di ottimismo ed entusiasmo. Persone così è difficile trovarne, sono speciali. Quando ne troviamo una, dobbiamo tenercela stretta.
Bueno, dopo questo momento di riflessione, è meglio che torni a studiare psichiatria, ché il DSM-IV chiama... ;)
mercoledì 10 ottobre 2007
Leggerezza
Scritto da
Lorenzo
alle
22:56
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4 commenti:
Claro que sí, el ánimo al tope es lo que nos llevará a terminar esta empresa llamada Examen MIR con éxito. Sigue hacia adelante :=)
questo mio commento perche' mi sembra che questo tuo bellissimo post non abbia riscontrato molto successo...solo per dirti che ti capisco bene quando parli di leggerezza, che non vuol dire superficialita'..anzi!!! quando parli di ottimismo e di entusiasmo...ti capisco bene perche' anch'io ho incontrato una persona simile...che reputo molto speciale perche' mi sta davvero aiutando molto con la sua serenita' nell'affrontare le cose e trasmettendomi tanta voglia di fare..avere vicino questa persona per me significa che ..nell'eterno dubbio di "chi sono io per essere brillante, pieno di talento, favoloso? in realta'chi sono io per non esserlo?"...questa persona con la sua leggerezza mi fa sentire che ogni giorno si puo' essere brillanti anche nelle piccole cose..pur facendole bene..anche se qualche giorno sei totalmente scazzato e non ti riesce niente...e penso sia questo l'importante..non sentirsi favolosi perche' arrivi al risultato sperato e hai successo (se poi questo succede meglio!ma e' ovvio che e' meglio!) ma sentirsi favolosi e pieni di talento indipendentemente dal risultato.. per tutto quello che hai dato per arrivarci...con tutte le fatiche, i sacrifici e le difficolta' di ogni singolo giorno...con assoluta determinazione sempre..nonostante i momenti di crisi..di ansia..di "non ce la faro' mai"...comunque vada..la consapevolezza di avercela messa tutta ci rende persone brillanti no??? non so forse sto delirando...comunque siamo fortunati a conoscere delle persone del genere...
Che bello... finalmente qualcuno che apprezza questo mio post, che reputo molto più interessante di tanti altri (a cui invece la gente risponde...).
Che dire, lottare sempre e metterci tutto te stesso nelle cose ti permette di essere soddisfatto e sereno, alla resa dei conti, anche se - come dici tu - non ottieni il risultato che ti eri preposto in partenza.
Concludo riportando ancora una volta la frase di Randy Pausch:
Experience is what you get when you didn't get what you want.
Si migliora facendo tesoro dell'esperienza dei nostri errori, non collezionando serie ininterrotte di successi.
Un'ultima cosa... ma chi sei?!? :P
nn avevo commentato prima perchè siconcordo pienamente in ciò che dici..l'entusiasmo e l'ottimismo che ti portano a vivere in modo più costruttivo successi e insuccessi. ed è vero cheè una fortuna avere una dote del genere. cioè saper trasmettere la "leggerezza" del vivere.
purtroppo nn credo di avere questa dote in questo momento almeno, e per mia fortuna vicino ame ho una persona che invecemi trsamette tutto questo ogni giorno.
è un aiuto importante in ogni senso.probabilmente la persona più importante qui a oviedo...
tieniamocele strette queste persone dall'animo nobile...
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