lunedì 18 febbraio 2008

Malasanità

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Vi ho beccato! Pensavate che mi accingessi a scrivere il solito, ennesimo, banale post su un caso di malasanità occorso nel Belpaese... Invece no! Lasciamo per una volta stare la martoriata Italia, e soffermiamoci invece sul Paese dei mangiatortillas!
Questa è una storia capitata a una persona a me abbastanza vicina e, anche se ha dell'incredibile, è purtroppo totalmente vera.
Insomma, il personaggio in questione, che chiameremo X, per rispetto della privacy :), è un medico di successo, giovane, brillante, ... (per le lettrici: no, mi dispiace, non è libero... :P).
X ha sempre avuto un piede cavo, come il suo fratello gemello. Un bel giorno non riesce più a camminare. Suo fratello invece non ha mai avuto alcun problema. Va dal miglior neurologo dell'ospedale in cui lavora, che sbrigativamente gli diagnostica una condanna alla sedia a rotelle chiamata malattia di Charcot-Marie-Tooth, senza nemmeno fare uno studio elettrofisiologico o genetico! X è logicamente abbattuto e si rivolge a un altro neurologo, che ridimensiona la prognosi, tuttavia confermando la diagnosi.
Di fronte alla gravità della condizione, X decide comunque di chiedere anche una terza opinione, che si rivelerà poi essere la diagnosi giusta: una "semplice" rottura-lussazione del tendine del peroneo breve!
Dovete sapere che questa è una rottura-lussazione abbastanza rara e che per giunta passa inavvertita per molti mesi/anni dall'episodio acuto, perché il muscolo non è fondamentale per la deambulazione, anche se a un certo punto i cambi degenerativi (infiammazione, fibrosi, ecc.) che ne conseguono rendono manifesta ed estremamente limitante la lesione.
Insomma, vista la complessità del caso, X decide di farsi operare dal miglior ortopedico spagnolo, che peraltro è anche uno dei chirurghi di una notissima squadra di calcio, "per andare sul sicuro".
Il megachirurgo è iperoccupato: gli dà ripetutamente appuntamento a orari impensabili, lo visita con ore di ritardo (stiamo parlando di mezzanotte, una, ...!), sbrigativamente, senza neanche guardare la risonanza. Dopo alcune settimane di peripezie per rintracciarlo, X riesce - pagando 9000 € - a farsi operare. L'intervento inizia a mezzanotte di un giorno di metà settembre e decorre "senza complicazioni". La riabilitazione è lunga e difficile, e il megachirurgo scompare, oberato da altri mille interventi.
Autunno, inverno, anno nuovo... e la situazione non migliora, anzi: la riabilitazione di X è ancor più difficile del previsto, e addirittura in un paio di occasioni si fanno dei passi indietro, dovuti all'infiammazione che non cessa e che si scontra contro la determinazione a riprendere una vita normale di X.
X è logicamente sempre più abbattuto e pessimista sul suo futuro, non solo medico, visto che per la sua professione e il suo stile di vita ha bisogno di poter camminare per ore e ore ogni giorno.
Fortunatamente, siccome X ha, grazie alla sua professione, un accesso facilitato alle prestazioni mediche, si auto-ordina la settimana scorsa l'ennesima risonanza... And the winner is...
Rottura longitudinale del tendine del peroneo breve!!!
Ricostruzione di quello che è successo: il megachirurgo non ha mai guardato la risonanza, e ha operato il povero X più o meno alla cieca! Così ha sistemato la fin troppo evidente lussazione del tendine, ma non ha potuto vedere la rottura, che era intratendinea... Cioè, la rottura (di 8 cm, ossia progredita nel frattempo di 2 cm...) era all'interno del tendine ed era coperta solo superficialmente da una banda fibrosa. Il megachirurgo, all'una di notte, senza aver guardato la risonanza, non si è troppo preoccupato di esplorare bene il campo chirurgico... e la frittata è stata fatta!
Logicamente la riabilitazione non è servita a niente, e il povero X continuava a soffrire, a non migliorare, a perdere importanti meeting di lavoro, e si stava gradualmente rassegnando a concepire una nuova vita da invalido (cammina infatti ancora con le stampelle), lui che era sempre stato così attivo (faceva perfino la maratona!).
Insomma, diagnosi gravi sparate a casaccio, operazioni fatte senza guardare le prove d'immagine, visite frettolose, follow-up praticamente inesistente...
A volte, anche se il problema è complicato, è meglio rivolgersi a un medico normalissimo, che sarà sicuramente molto più scrupoloso - perché più umile - del megaesperto mondiale, e ci curerà alla fine molto meglio di quest'ultimo!

2 commenti:

Anonimo ha detto...

LO ma la storia sembra irreale!cmq in realtà capita spesso che dopo tanti anni di lavoro i medici arrivino a diventare superficiali...a fottersene altamente dei pazienti,non considerandoli neanche come persone ma semplicemente come casi da risolvere..il fatto è che secondo me una persona sceglie quello che vuole essere nella vita..ci sono quelli che decidono diventare medici per affermarsi e fare carriera perdendo di vista totalmente il lato umano...e altri ce invece scelgono di essere medici a tutti gli effetti...o cmq non considerando prioritariamente importante fare carriera...al mondo d'oggi sicuramente saranno i primi ad essere più numerosi...voi medici giovani cercate di conservare per sempre il vero motivo che vi ha spinti a scegliere questa professione..voi siete la nostra speranza!
Nicole

Anonimo ha detto...

Creo que mala sanidad existe y existira siempre en cualquier ciudad y en cualquier pais del mundo.. a veces creo que casos tan espectaculares como el que cuentas tu nos llaman mas la atencion.. no quiero criticar tu post.. porque si lo has escrito con el afan de buscar mejorar es justo que lo hayas escrito.. pero pienso que escribir casos aislados de mala sanidad non exprimen una realidad y pueden hacer creer cosas que no son.. creo q tb podrias escribir los miles y miles de casos de buena sanidad que ocurren dia a dia en los hospitales.. o los miles de medicos espanoles que dia a dia da su mejor esfuerzo y no solo en espana tb en africa o en lugares donde hay mucha necesidad.. no creo q existan suficientes blogs para poder contar todas las lindas cosas que tambien pasan en el mundo medico.. es cierto hay casos no muy bonitos como el que escribes tu.. pero creo que es mejor valorar el trabajo bien echo q los aislados casos de mala sanidad.. creo q cuando son la ecepcion y no la regla es mejor ver los aspectos positivos de nuestra profesion que son los mayores.. saludos y exito