O "Come un fine settimana a spasso per i monti si può trasformare in una lotta contro la Natura..."
Protagonisti: Deca, Jota Efe, Io
Luogo: Andorra
Quota: 2000 m circa
L'allegra combriccola lascia BCN venerdì sera, alla volta di Andorra la Vella, capitale del Principato di Andorra. Iniziamo benissimo: il Deca si dimentica a casa il documento, e corre a recuperarlo. Arriva quando ormai il pullman stava per partire...
Arriviamo alle 23:30, il moroso di una tipa conosciuta sull'autobus ci porta fino al campeggio, dove, grazie alle nostre mitiche tende Quechua da "2 secondi", riusciamo ad accampare e a metterci a dormire in breve tempo (sotto la pioggia).
L'indomani facciamo spese (troppe), in vista del mega-barbecue che abbiamo in programma in un rifugio in alta quota.
Ci mettiamo due ore ad arrivare al sentiero, complici anche le stordite indicazioni degli Andorrani (che evidentemente non conoscono le loro montagne...).
Siamo caricatissimi: nel senso che ognuno trasporta una ventina di kg (mal distribuiti)!
Arriviamo dopo un'ora abbondante a una casetta, che dovevamo in teoria passare quasi subito...
C'è un po' di neve tutt'intorno... Decidiamo di proseguire, per accamparci in un rifugio più in quota, per partire più avanti l'indomani.
Man mano che proseguiamo, inizia a nevicare... Tanto... Di più! Ci sono orme di animali (cinghiali? lupi??)...
Nel giro di pochi minuti ci troviamo nel bel mezzo di una tormenta di neve, con visibilità ridotta a cinquanta metri, e una pendenza abbastanza ripida, resa ancor più difficile dalla neve (ad un certo punto sprofondo fino all'inguine!). Inoltre, si fa una fatica bestiale a seguire il sentiero. Jota Efe sta per fare un colpo (non è abituato a questi sforzi in quota!).
Si decide di ritornare mestamente alla casetta, dove arriviamo stremati, bagnati e congelati.
In breve tempo, però, ci riprendiamo, armiamo le tende, accendiamo il fuoco e iniziamo a ad asciugare i vestiti e a preparare da mangiare.
Nel giro di poco riusciamo a trasformare la spartana casetta in uno splendido rifugio, con tanto di riscaldamento a palla, letti principeschi (viva i materassi gonfiabili della Quechua!), e - soprattutto - il mega-barbecue a base di spiedini... QUESTI sono i veri piaceri della vita.
Finalmente, ho capito il senso delle pubblicità dell'Amaro Montenegro... :) Andiamo a dormire tutti al caldetto, con la pancia piena, stremati, ma felici.
Ci svegliamo questa mattina. Fa un freddo de cojones! Sta nevicando in stile-Cliffhanger... Altro barbecue, colazione con wurstel, panini con prosciutto e formaggio, yoghurt e succhi.
Ripartiamo. Arriviamo fradici (la neve, scendendo, si è trasformata in pioggia-neve) ad Andorra la Vella. Pranziamo e ripartiamo col primo pullman.La lotta con la Natura è finita.
domenica 20 aprile 2008
The Survivors
Scritto da
Lorenzo
alle
20:05
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1 commento:
¡¡Qué envidia!!
Se ve que la pasaron muy bien y sobre todo, sobrevivieron.
El hombre y la naturaleza...
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