Un primario e alcune strane firme
A volte accadono cose bizzarre negli ospedali pubblici, ai limiti del prodigioso. Almeno questa è la sensazione quando si legge che alla Clinica Ginecologica e Ostetrica dell’Azienda Ospedaliera di Padova c’è un primario che risulta essere stato pagato per un «taglio cesareo complesso» effettuato il 9 novembre 2007 dalle 12,20 alle 13,16 su una paziente solvente, quindi in regime di intra-moenia.
Dove è il problema? Che quel primario si chiama Antonio Ambrosini. Nel 2007 era presidente della Sigo, l’associazione nazionale dei ginecologi, e basta una semplice ricerca su Google per trovare che quel giorno era a Shanghai per il secondo Congresso Asia Pacific sulle Controversie in Ostetrica, Ginecologia& Infertilità.
Su Internet troverete le foto di quel convegno con il professore che sorride in una delle tipiche situazioni conviviali dei congressi. Ma troverete anche un invito a una cena di gala tenuta l’8 novembre in onore di Guido Ambrosini, figlio di Antonio, anche lui ginecologo, divenuto ricercatore universitario nel 1993, un anno dopo la laurea, all’Università di Sassari dove il padre era direttore dell’Istituto di Clinica Ostetrica e Ginecologica e della Scuola di Specializzazione.
Il Congresso a Shanghai dura dall’8 all’11 novembre. Eppure sul Conto prestazioni sanitarie della cartella 64727 dell’Azienda Ospedaliera di Padova Antonio Ambrosini risulta il «primo operatore» del «taglio cesareo complesso». E sulla base di quanto è registrato sul conto prestazioni sanitarie l’azienda provvede a pagare i suoi medici: il 60% di quanto pagato dalla donna operata va al primo operatore, il 20% al secondo operatore. Per un taglio cesareo complesso bisogna calcolare una cifra tra i 6mila e i 7 mila euro lordi: il 60% sono tra i 3.600 e i 4 mila euro lordi per il primo operatore. Non è finita qui perché di quella cifra un altro 10% viene assegnato a tutti i medici del Dipartimento che operano in regime di intra-moenia. Resta un ultimo 10% che viene assegnato d’ufficio ad Ambrosini stesso in quanto direttore del Dipartimento. Vale a dire altri 6-700 euro per ogni cesareo realizzato da uno qualunque dei medici del dipartimento su pazienti solventi.
Su queste ed altre incongruenze riscontrate nelle cartelle delle pazienti solventi della Clinica Ginecologica e Ostetrica il direttore generale dell’Azienda Ospedaliera, Adriano Cestrone, ha istituito una commissione di inchiesta interna e avvisato l’autorità giudiziaria. Un’inchiesta è in corso, titolare è la pm Orietta Canova della procura di Padova.
Prendiamo ad esempio un intervento più recente, cartella clinica 45609: un taglio cesareo durato 40 minuti, dalle 19,10 alle 19,50 dell’8 agosto 2008. Anche in questo caso il Conto Prestazioni sanitarie giunto alla contabilità dell’azienda ospedaliera registra come primo operatore Antonio Ambrosini. Nella cartella anestesiologica, invece, l’anestesista Petolillo registra come chirurghi presenti Guido Ambrosini, Gianfranco Fais e Alessandra Zambon. Di Antonio Ambrosini nessuna traccia. Nel Registro Parti compilato dal primo operatore c’è qualcosa di ancora più strano: un primo foglio dove come operatori al primo posto è indicato «Prof. Ambrosini», senza indicare se si tratti del padre o del figlio. Il foglio è sottoscritto dal primo operatore, quello a cui verrà attribuito il 60% della cifra dell’intervento, ed è la firma di Guido, il figlio. Questo foglio però reca un lungo frego e la scritta «Annullato». Viene sostituito da un secondo foglio, identico, tranne alcune righe in più della descrizione dell’intervento, e la firma del primo operatore: un generico «prof. Ambrosini» molto diverso dalla firma di Antonio che appare in tutte le cartelle del dipartimento.
Ancora, l’intervento del 19 ottobre 2007: un taglio cesareo a tarda sera, alle 23,20. Nel Registro Parti compilato dal primo operatore Antonio Ambrosini firma con il suo nome e dichiara di aver effettuato l’intervento. In realtà dal Registro Parto compilato dall’ostetrica non si parla del direttore del dipartimento ma al primo posto come chirurghi presenti appare il nome di Gianfranco Fais. Le cartelle sono al vaglio dei magistrati, l’inchiesta sta seguendo il suo corso.
lunedì 3 novembre 2008
MalaUniversità
Da La Stampa del 30/10/2008 (ancora una volta, grazie a Matteo per il link)
Scritto da
Lorenzo
alle
16:44
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