mercoledì 2 aprile 2008

22 anni dopo

Ci avviciniamo al ventiduesimo anniversario del disastro di Chernobyl, dove la notte del 26 aprile 1986 il reattore 4 della centrale nucleare sovietica esplose, dando inizio a una catena di danni che perdurano tutt'oggi.
Leggendo un po' in internet è possibile conoscere anche dettagliatamente cosa successe e perché ciò avvenne. In particolare, l'impressione che si ha è che l'incidente sia stato favorito da una combinazione di fattori, quali: scarsa sicurezza e qualità delle componenti della centrale nucleare, carente addestramento dei tecnici che lavoravano nella centrale, idea folle della direzione dell'impianto alla base dell'incidente (volevano sfruttare un intervento di manutenzione ordinaria per fare un "esperimento", per di più disattivando tutti i sistemi di sicurezza!), incoscienza e ignoranza circa quello che stava succedendo sia degli operatori che del governo sovietico, atteggiamento criminale e dannoso per l'umanità del governo sovietico che ammise - minimizzando! - quanto accaduto solo dopo che la Svezia rilevò altissime dosi di radiazioni sul proprio suolo, chiedendo pertanto spiegazioni ai Paesi vicini.
In questo video, girato da uno sprovveduto giornalista, morto pochi giorni dopo per gli effetti delle radiazioni, si può vedere la tragica e incompetente gestione dell'incidente da parte del criminale governo sovietico.
Il Chernobyl Forum dichiarò che solo 65 persone morirono con certezza per cause connesse con il disastro. A questi sono da aggiungere altre 4000 morti dovute a neoplasie solide ed ematologiche che stanno avendo e avranno luogo negli 80 anni successivi all'incidente e che non possono essere registrate a causa dell'indistinguibilità dalle "normali" morti dovute a queste patologie.
Il resoconto dettagliato di quanto accaduto lo potete leggere su Wikipedia al link di cui sopra. Io vorrei invece soffermarmi su alcune "curiosità":
- Chernobyl oggi: come si vede in questo video le dosi di radiazioni presenti nell'area della centrale e della limitrofa città di Pripyat sono ancora significativamente alte (più di venti volte i valori normali). Gli effetti sulla salute sono controversi: alcuni dicono che si tratta di dosi ormai inoffensive, altri che possono ancora danneggiare le funzioni riproduttive o generare mutazioni e neoplasie.
- I deportati: le 116 mila persone che furono deportate (con gran calma...) per ragioni di sicurezza dalle aree limitrofe alla centrale, a parte le malattie derivate dall'esposizione alle radiazioni, hanno in seguito sviluppato tutta una serie di patologie e problemi sulla carta minori, ma che ne hanno irrimediabilmente segnato le esistenze, tanto quanto le prime: depressione, disturbo post-traumatico da stress, suicidi, alcolismo, tossicodipendenza, comportamenti contrari ad ogni profilassi (sesso non protetto, scambio di siringhe), ecc. Il tutto si aggiunge alla perdita di ogni relazione sociale e del lavoro, povertà, carestie, e ai drammatici eventi politici che seguirono a questo triste incidente, cioè il crollo dell'URSS.
- L'ecosistema: le radiazioni presenti nell'area di Chernobyl saranno presenti ancora per migliaia di anni. Tuttavia, grazie alla deportazione forzata di tutta la popolazione e della cessazione quasi immediata di ogni attività umana, negli anni seguenti al disastro si è venuto a creare un ecosistema molto particolare ed estremamente ricco: alci, caprioli, cinghiali russi, lontre, lepri, volpi, lupi, orsi, aquile, ecc. Ad ogni modo, questi animali hanno un'aspettativa di vita significativamente limitata. L'Ucraina e la Bielorussia stanno rendendo le rispettive zone di esclusione (cioè le zone vietate all'accesso per le eccessive radiazioni) riserve naturali.
Qui potete vedere una foto impressionante del bosco di pini adiacente alla centrale alcune settimane dopo l'incidente.

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